29/03/12

PressPlay + Kessler's Circus

Kessler's Circus (2009)
In questi giorni sto seguendo un workshop presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino sul rapporto tra arte e informazione a partire dalla concomitante mostra Press Play (fino al 13 maggio 2012) che indaga il rapporto tra i due elementi suddetti e tutta una serie di questioni collaterali dal livello macro delle annose questioni "cos'è arte | cosa non lo è? | qual è la sua funzione?" al livello micro (si fa per dire) di questioni parallele che meglio permettono di comprendere quella relazione.


Ovvero:
- quale rapporto tra realtà, finzione, filtri, mediazioni?
- quale valore per la testimonianza diretta? è sempre competente per raccontare e interpretare l'evento?
- quali effetti collaterali dell'uso dell'immagine? Ché talvolta rinforzano il messaggio e provocano emulazione
- qual è la finalità del lavoro di riflessione sul reale? comunicare l'evento? riflettervi sopra (e promuovere eventualmente un cambiamento)? il rapporto tra queste due variabili è articolato su diversi livelli e questioni con vari gradi di complessità e di possibili scelte
- cosa significa documentare l'evento? informare? riflettere su? interpretare?
- rispetto al tempo, questo è immediato (evento-notizia) o passa un certo intervallo dall'evento alla comunicazione relativa?
- il concetto di 'reale' si contrappone da una parte a 'virtuale' e dall'altra a 'fittizio': in che modo e quali possibili rapporti intrattengono questi due utimi concetti tra loro?
- qual è, in tutto questo discorso, il ruolo della memoria?

13/02/12

La fotografia sportiva di Tomasz Gudzowaty

tomasz-gudzowaty13Tomasz Gudzowaty, nato nel 1971, è un fotografo polacco che indaga in bianco e nero diverse tematiche sociali, dedicandosi in particolare - negli ultimi anni - alla fotografia sportiva.
Le sue ricerche si concentrano intorno alle discipline marginali, esotiche, atipiche, che si collocano nelle periferie del mondo sportivo.

Di seguito alcuni suoi scatti, che rivelano un'attenzione alla simmetria e alla geometria che mi affascina sempre.

19/01/12

The Photographs of Your Junk (will be publicized!)

Un video molto interessante, che ci racconta i paradossi della comunicazione dei social network e della condivisione - ancorché involontaria - di immagini e informazioni.


Che ne pensate?
[grazie a Piero per la segnalazione]


10/01/12

Banksy, comunicatore (e promotore di cambiamento) sociale

newbanksy2 
Divino Banksy - quintessenza di talento + preparazione + capacità di interpretare il nostro tempo come nessuno e di aprire la società a una direzione dialogica e libertaria: questo blog non mancherà mai di aggiornarvi sui suoi lavori!

Banksy, un comunicatore sociale è l'appassionante tesi di Letizia Gilardino che ne ripercorre l'opera, mentre di seguito le ultime sue produzioni che ho particolarmente apprezzato ;-)

17/11/11

Festival dei Popoli /3 - White Elephant e Crulic

Ovvero continua la mia visione privata presso la Videolibrary, gentilmente messa a disposizione degli accreditati presso la Mediateca della Regione Toscana, e oggi vi segnalo (tra i tanti che ho visto) due documentari di rara intensità - l'uno antropologico, l'altro di denuncia sociale.

Il primo, White Elephant, di Kristof Bilsen, si concentra sull’ufficio postale centrale di Kinshasa, lasciato dagli europei dopo l'indipendenza del Congo. Questo enorme relitto del passato coloniale è rimasto come è stato lasciato, sperimentando un progressivo lentissimo declino, ben illustrato da spazi fatiscenti mai ristrutturati, e impiegati congelati in una dimensione spazio-temporale da cui desiderano e pianificano di fuggire - una sorta di metafora dell'intero paese.

16/11/11

Sonor, di Levin Peter - Sul paesaggio sonoro di udenti e non udenti




Sonor (2011), di Levin Peter, è il resoconto, attraverso una serie di 'quadri'/situazioni, dell'incontro tra un musicista e una ballerina non udente dalla nascita, e della loro esplorazione congiunta dell'ambiente sonoro così come percepito da udenti e da non udenti (perché c'è, non è silenzio) col fine di tentare poi la restituzione delle loro scoperte in forma verbale e visiva attraverso il film.

Poco alla volta la loro relazione si sviluppa come un'improvvisazione musicale, dove l'ambiente sembra rivelare una partitura di onde e vibrazioni cui abitualmente - noi normodotati - non prestiamo attenzione. Il tutto trattato con un sensuale bianco e nero, con il tempo lento della scoperta e della comprensione reciproca dei protagonisti, e melodie solo apparentemente dissonanti.



15/11/11

Festival dei Popoli /2 - Vol Spécial

Ancora folgorata dalla visione ieri sera di Cave of Forgotten Dreams di Werner Herzog - che meriterà vero e proprio saggio a parte vista la quantità di finestre che ha aperto nella mia mente e di ricordi/rimandi all'intera sua opera cinematografica - stamattina ho deciso di approfittare della visione gratuita di alcuni documentari che altrimenti perderei (dato che il festival si svolge su due sale) presso la Mediateca della Regione Toscana. E ho già deciso il film che secondo me deve vincere la sezione lungometraggi.

VOL SPÉCIAL di Fernand Melgar è girato in un campo di detenzione temporanea a Ginevra, dove richiedenti asilo e sans-papiers sono imprigionati, senza processo né condanna, in attesa d’espulsione dal territorio elvetico. Nel tempo del 'soggiorno', tra il personale e i detenuti - in realtà persone normalissime che nella maggior parte dei casi sono puramente penalizzate dalla mancanza di una carta di permesse a fronte di anni di soggiorno, lavoro, tasse pagate in Svizzera - nascono rapporti di amicizia, di rispetto, di tentativo di vivere la situazione col massimo della normalità quando entrambi esperiescono, a livello micro, decisioni formulate da altri e da un mondo fuori, altro dalla realtà della vita concreta e delle storie individuali. Fino all’annuncio dell’espulsione: coloro che rifiutano di partire verranno ammanettati, legati e issati a forza su di un aereo (vol spécial) per quello che è il metodo finale più violento di rigetto, che talvolta provoca addirittura la morte dell'espulso.


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