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05/02/11

Umani in via di estinzione... (da RepubblicaTV)

Oggi su "RepubblicaTv" è apparso questo video. Tralasciando la presentazione retorica e sensazionalistica di "Repubblica" che ci mostra nel titolo tali gruppi culturali richiamando l'immaginario del film Avatar, sempre più mi chiedo - come da domanda finale del video - quale sia la 'giusta' misura nella relazione con gli altri, che siano singoli/gruppi che abitano il territorio che abitiamo pure noi, che siano (come in questo caso) popolazioni che abitano territori 'altri', sfruttati per esempio da multinazionali (e quindi, indirettamente, anche da noi).
Quale diritto abbiamo di entrare in relazione con loro, decimarli portando un raffreddore, o al contrario proponendo loro cure per allungarne la vita? - tanto per fare un esempio. Ma anche quale arroganza abbiamo per confinarli all'interno di 'riserve' ove possano vivere a modo loro, quale che sia la qualità/durata della loro esistenza, le loro leggi, le loro pratiche culturali e il loro senso della vita - quale arroganza abbiamo per cui parliamo di loro 'sopravvivenza' all'interno di riserve, chiamando a raccolta aiuti internazionali per 'proteggerli', come fossero animali in via di estinzione?


19/01/11

What is Culture?

Trovato in rete, questo breve video solleva e discute alcuni interrogativi relativi al concetto di cultura di indubbio interesse:
- come può essere definita la cultura?
- come la cultura influenza la società?
- qual è la finalità della cultura?
e via dicendo.
Un'introduzione non esaustiva, ma sulla quale si può discutere ;-)


25/12/07

Video "Identità culturale" online

Disponibile da oggi su YouTube il mio video Identità culturale, realizzato nel 2003 e ispirato a Lo studio dell'uomo di Ralph Linton.

Il tema dell’identità culturale è oggi al centro delle riflessioni in diversi ambiti della ricerca sociale. In un mondo in corso di globalizzazione economica e culturale, in cui gli stessi ricercatori sociali si trovano su interpretazioni distanti se non contrapposte, si sentono frequentemente nazioni, comunità, popolazioni rivendicare il diritto alla propria identità etnica e culturale, si vedono simboli, abitudini e valori accorpati per distinguere certi gruppi da altri, si cercano origini e legami col territorio che giustifichino la purezza di una ‘stirpe’ arrivando, nei casi più estremi, all’invenzione della tradizione.

Di fronte a una situazione del genere esiste di fatto uno ‘scollamento’ tra la dimensione dell’esperienza della realtà quotidiana e la dimensione della riflessione che i ricercatori, preposti a fare ciò, operano su tale esperienza e tale frattura porta le persone che vivono l’una o l’altra delle due dimensioni a ‘perdere’ quelle possibilità di conoscenza e comunicazione reciproca sulla realtà che sarebbero prioritarie e sostanziali per l’esistenza di entrambe.

Un giorno, mentre leggevo
Lo studio dell’uomo di Ralph Linton, pensai che se quei contenuti sociali e culturali ‘seri’ fossero stati espressi in forma di gioco visivo, forse anche spettatori abituati a percezioni veloci e ‘leggere’ come quelle di videoclip e spot pubblicitari si sarebbero soffermati a seguire il gioco proposto e così, inconsciamente, ad apprendere un contenuto complesso e soprattutto a ri-conoscere sotto un’altra luce ciò che già vivono abitualmente.





Linton scriveva a proposito dell’uomo ‘occidentale’, ma dalla prima edizione del suo lavoro sono passati decenni. Ciò che egli sottolineava allora è oggi applicabile alla grande maggioranza della popolazione mondiale, pur se con le declinazioni locali di elementi, gusti, lingue, abitudini. Il testo di Linton, come anche riflessioni più recenti elaborate da altri autori (si pensi ad Appadurai, Amselle, Hennerz, Clifford), discute dell’identità etnica e culturale del singolo nelle società complesse contemporanee, dimostrando come le nostre identità siano in realtà frutto di secoli di mescolanze di lingue, costumi, fedi religiose, politiche, arti espressive ed estetiche, quando non più semplicemente adozione dall’esterno di oggetti d’uso comune e quotidiano.

Il mio tentativo è stato quello di trovare una nuova forma espressiva a tale comunicazione, una forma espressiva che permettesse a tutti le persone che abitano in questo mondo - indipendentemente dai livelli di competenza nell’analizzarne le dinamiche - di riconoscere alcune caratteristiche della propria vita quotidiana come frutto di ibridazioni e quindi promuovesse in loro una maggiore apertura alla diversità e al dialogo tra reciproci ‘altri’ che la storia dell’uomo ha già provveduto in passato a non essere così distanti e così ‘irriducibili’ reciprocamente.

25/10/07

Information R/evolution

Mike Wesch, antropologo culturale il cui interesse di ricerca è l'impatto dei nuovi media sull'iterazione umana, già autore del video Web 2.0 The Machine is Us/ing Us visionato online da tre milioni di utenti, presenta ora Information R/evolution, che ripercorre la rivoluzione nella comunicazione operata dal digitale.





Per una panoramica sul lavoro e la ricerca di Wesch e del suo team, vedi il progetto MediatedCultures nel quale sono presenti altri video prodotti su questo tema con approccio etnografico/antropologico ed è illustrata la proposta collaborativa dell'autore per la didattica e la ricerca.
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