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19/01/12

The Photographs of Your Junk (will be publicized!)

Un video molto interessante, che ci racconta i paradossi della comunicazione dei social network e della condivisione - ancorché involontaria - di immagini e informazioni.


Che ne pensate?
[grazie a Piero per la segnalazione]


17/11/11

Festival dei Popoli /3 - White Elephant e Crulic

Ovvero continua la mia visione privata presso la Videolibrary, gentilmente messa a disposizione degli accreditati presso la Mediateca della Regione Toscana, e oggi vi segnalo (tra i tanti che ho visto) due documentari di rara intensità - l'uno antropologico, l'altro di denuncia sociale.

Il primo, White Elephant, di Kristof Bilsen, si concentra sull’ufficio postale centrale di Kinshasa, lasciato dagli europei dopo l'indipendenza del Congo. Questo enorme relitto del passato coloniale è rimasto come è stato lasciato, sperimentando un progressivo lentissimo declino, ben illustrato da spazi fatiscenti mai ristrutturati, e impiegati congelati in una dimensione spazio-temporale da cui desiderano e pianificano di fuggire - una sorta di metafora dell'intero paese.

16/11/11

Sonor, di Levin Peter - Sul paesaggio sonoro di udenti e non udenti




Sonor (2011), di Levin Peter, è il resoconto, attraverso una serie di 'quadri'/situazioni, dell'incontro tra un musicista e una ballerina non udente dalla nascita, e della loro esplorazione congiunta dell'ambiente sonoro così come percepito da udenti e da non udenti (perché c'è, non è silenzio) col fine di tentare poi la restituzione delle loro scoperte in forma verbale e visiva attraverso il film.

Poco alla volta la loro relazione si sviluppa come un'improvvisazione musicale, dove l'ambiente sembra rivelare una partitura di onde e vibrazioni cui abitualmente - noi normodotati - non prestiamo attenzione. Il tutto trattato con un sensuale bianco e nero, con il tempo lento della scoperta e della comprensione reciproca dei protagonisti, e melodie solo apparentemente dissonanti.



18/07/11

Luoghi comuni su migranti, rom e nuovi cittadini: due video

Due documentari, realizzato a Torino rispettivamente nel 2010 e nel 2011, e resi disponibili gratuitamente online, che affrontano in entrambi i casi la questione dei luoghi comuni dei quali sono oggetto migranti e rom - dove in molti casi stiamo riferendoci a nuovi cittadini italiani che patiscono stereotipi, pregiudizi o visioni estremamente datate della loro cultura da parte degli italiani.

05/07/11

La notte della rete contro la censura: la diretta qui!

Come già detto in questo blog, alcune persone sgradevoli stanno cercando di ridurre il web al silenzio con una delibera che li metterebbe nelle condizioni di rimuovere contenuti dai/e siti internet a loro piacimento - con la scusa di violazioni di copyright che neanche dovrebbero dimostrare/giustificare/notificare/dibattere col proprietario del sito e/o in sede legale, ma a loro unico arbitrario, unilaterale e insindacabile giudizio.

05/02/11

Umani in via di estinzione... (da RepubblicaTV)

Oggi su "RepubblicaTv" è apparso questo video. Tralasciando la presentazione retorica e sensazionalistica di "Repubblica" che ci mostra nel titolo tali gruppi culturali richiamando l'immaginario del film Avatar, sempre più mi chiedo - come da domanda finale del video - quale sia la 'giusta' misura nella relazione con gli altri, che siano singoli/gruppi che abitano il territorio che abitiamo pure noi, che siano (come in questo caso) popolazioni che abitano territori 'altri', sfruttati per esempio da multinazionali (e quindi, indirettamente, anche da noi).
Quale diritto abbiamo di entrare in relazione con loro, decimarli portando un raffreddore, o al contrario proponendo loro cure per allungarne la vita? - tanto per fare un esempio. Ma anche quale arroganza abbiamo per confinarli all'interno di 'riserve' ove possano vivere a modo loro, quale che sia la qualità/durata della loro esistenza, le loro leggi, le loro pratiche culturali e il loro senso della vita - quale arroganza abbiamo per cui parliamo di loro 'sopravvivenza' all'interno di riserve, chiamando a raccolta aiuti internazionali per 'proteggerli', come fossero animali in via di estinzione?


22/01/11

Totally like whatever, you know?

Lo studente di cinema Ronnie Bruce ha realizzato un video dalla poesia Totally like whatever, you know? di Taylor Mali. in qui nulla di paroticolare, se non che nel farlo ha usato solo fonts, e giocato sul tipo di carattere, le dimensioni, l'articolazione nello spazio e il ritmo visivo nella comparsa e nella relazione tra le parole in modo tale da creare di fatto una performance visiva che restituisse perfettamente l'intonazione del discorso e del contenuto della medesima. Buona visione!




Totally like whatever, you know?
By Taylor Mali

In case you hadn't noticed,
it has somehow become uncool
to sound like you know what you're talking about?
Or believe strongly in what you're saying?
Invisible question marks and parenthetical (you know?)'s
have been attaching themselves to the ends of our sentences?
Even when those sentences aren't, like, questions? You know?
Declarative sentences - so-called
because they used to, like, DECLARE things to be true
as opposed to other things which were, like, not -
have been infected by a totally hip
and tragically cool interrogative tone? You know?
Like, don't think I'm uncool just because I've noticed this;
this is just like the word on the street, you know?
It's like what I've heard?
I have nothing personally invested in my own opinions, okay?
I'm just inviting you to join me in my uncertainty?
What has happened to our conviction?
Where are the limbs out on which we once walked?
Have they been, like, chopped down
with the rest of the rain forest?
Or do we have, like, nothing to say?
Has society become so, like, totally . . .
I mean absolutely . . . You know?
That we've just gotten to the point where it's just, like . . .
whatever!
And so actually our disarticulation . . . ness
is just a clever sort of . . . thing
to disguise the fact that we've become
the most aggressively inarticulate generation
to come along since . . .
you know, a long, long time ago!
I entreat you, I implore you, I exhort you,
I challenge you: To speak with conviction.
To say what you believe in a manner that bespeaks
the determination with which you believe it.
Because contrary to the wisdom of the bumper sticker,
it is not enough these days to simply QUESTION AUTHORITY.
You have to speak with it, too.

19/01/11

What is Culture?

Trovato in rete, questo breve video solleva e discute alcuni interrogativi relativi al concetto di cultura di indubbio interesse:
- come può essere definita la cultura?
- come la cultura influenza la società?
- qual è la finalità della cultura?
e via dicendo.
Un'introduzione non esaustiva, ma sulla quale si può discutere ;-)


25/12/07

Video "Identità culturale" online

Disponibile da oggi su YouTube il mio video Identità culturale, realizzato nel 2003 e ispirato a Lo studio dell'uomo di Ralph Linton.

Il tema dell’identità culturale è oggi al centro delle riflessioni in diversi ambiti della ricerca sociale. In un mondo in corso di globalizzazione economica e culturale, in cui gli stessi ricercatori sociali si trovano su interpretazioni distanti se non contrapposte, si sentono frequentemente nazioni, comunità, popolazioni rivendicare il diritto alla propria identità etnica e culturale, si vedono simboli, abitudini e valori accorpati per distinguere certi gruppi da altri, si cercano origini e legami col territorio che giustifichino la purezza di una ‘stirpe’ arrivando, nei casi più estremi, all’invenzione della tradizione.

Di fronte a una situazione del genere esiste di fatto uno ‘scollamento’ tra la dimensione dell’esperienza della realtà quotidiana e la dimensione della riflessione che i ricercatori, preposti a fare ciò, operano su tale esperienza e tale frattura porta le persone che vivono l’una o l’altra delle due dimensioni a ‘perdere’ quelle possibilità di conoscenza e comunicazione reciproca sulla realtà che sarebbero prioritarie e sostanziali per l’esistenza di entrambe.

Un giorno, mentre leggevo
Lo studio dell’uomo di Ralph Linton, pensai che se quei contenuti sociali e culturali ‘seri’ fossero stati espressi in forma di gioco visivo, forse anche spettatori abituati a percezioni veloci e ‘leggere’ come quelle di videoclip e spot pubblicitari si sarebbero soffermati a seguire il gioco proposto e così, inconsciamente, ad apprendere un contenuto complesso e soprattutto a ri-conoscere sotto un’altra luce ciò che già vivono abitualmente.





Linton scriveva a proposito dell’uomo ‘occidentale’, ma dalla prima edizione del suo lavoro sono passati decenni. Ciò che egli sottolineava allora è oggi applicabile alla grande maggioranza della popolazione mondiale, pur se con le declinazioni locali di elementi, gusti, lingue, abitudini. Il testo di Linton, come anche riflessioni più recenti elaborate da altri autori (si pensi ad Appadurai, Amselle, Hennerz, Clifford), discute dell’identità etnica e culturale del singolo nelle società complesse contemporanee, dimostrando come le nostre identità siano in realtà frutto di secoli di mescolanze di lingue, costumi, fedi religiose, politiche, arti espressive ed estetiche, quando non più semplicemente adozione dall’esterno di oggetti d’uso comune e quotidiano.

Il mio tentativo è stato quello di trovare una nuova forma espressiva a tale comunicazione, una forma espressiva che permettesse a tutti le persone che abitano in questo mondo - indipendentemente dai livelli di competenza nell’analizzarne le dinamiche - di riconoscere alcune caratteristiche della propria vita quotidiana come frutto di ibridazioni e quindi promuovesse in loro una maggiore apertura alla diversità e al dialogo tra reciproci ‘altri’ che la storia dell’uomo ha già provveduto in passato a non essere così distanti e così ‘irriducibili’ reciprocamente.

25/10/07

Information R/evolution

Mike Wesch, antropologo culturale il cui interesse di ricerca è l'impatto dei nuovi media sull'iterazione umana, già autore del video Web 2.0 The Machine is Us/ing Us visionato online da tre milioni di utenti, presenta ora Information R/evolution, che ripercorre la rivoluzione nella comunicazione operata dal digitale.





Per una panoramica sul lavoro e la ricerca di Wesch e del suo team, vedi il progetto MediatedCultures nel quale sono presenti altri video prodotti su questo tema con approccio etnografico/antropologico ed è illustrata la proposta collaborativa dell'autore per la didattica e la ricerca.
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